Nascere o morire non è una nostra scelta, bensì una scelta che esula dalla volontà umana.
Ma impedire la nascita di un feto, causandone la morte con l'aborto come si colloca?
martedì 19 febbraio 2008
sabato 16 febbraio 2008
istinto si o no?
Nonostante costanti ricerche in campo scientifico mirino ad accertare la completa costituzione dell'organismo umano in tutte le sue parti e quindi anche del cervello, a ritroso possiamo comunque affidarci e immaginare il percorso e la parte che recita dinanzi una decisione il nostro cervello e tutti i meccanismi che si succedono nel prendere una decisione..
A tal proposito la riflessione di oggi riguarda l'istinto.
In che misura esso entra a far parte del processo decisionale?E ciò avviene in maniera razionale o inconscia?
Sicuramente nel prendere una decisione anche solo tra le alternative che selezioniamo, a mio parere l'istinto o l' inconscio o chi per esso sia entra a giocare un ruolo importante. Perchè anche solo a prima vista, è come se "sentissimo" qualcosa dentro che ci indirizza e ci spinge verso un gruppo di alternative piuttosto che altre..
A tal proposito la riflessione di oggi riguarda l'istinto.
In che misura esso entra a far parte del processo decisionale?E ciò avviene in maniera razionale o inconscia?
Sicuramente nel prendere una decisione anche solo tra le alternative che selezioniamo, a mio parere l'istinto o l' inconscio o chi per esso sia entra a giocare un ruolo importante. Perchè anche solo a prima vista, è come se "sentissimo" qualcosa dentro che ci indirizza e ci spinge verso un gruppo di alternative piuttosto che altre..
venerdì 15 febbraio 2008
verso un'area del cervello chiamata decisione..
Si accerta l'esistenza di un'area dedicata all'expertise..
"Sbagliando s'impara. Non un semplice proverbio, ma una verita' scientifica. Uno studio statunitense pubblicato su 'Nature Neuroscience' rivela infatti che nel cervello esiste un'area dedicata alla valutazione degli errori commessi e all'elaborazione di strategie 'ad hoc' per non ripeterli. Si tratta di una porzione profonda chiamata 'cingolato dorsale anteriore', identificata dai ricercatori dell'Harvard Medical School di Boston coordinati da Emad Eskandar. Gli scienziati americani hanno esaminato l'attivita' elettrica di singoli neuroni in cinque pazienti depressi impegnati in un gioco al computer in cui bisognava spostare il cursore sullo schermo manovrando un joystick. I giocatori vincevano punti, rappresentati da somme di denaro, quando muovevano correttamente il cursore da uno all'altro dei vari simboli presenti sullo schermo. I dati hanno mostrato che l'attivita' dei neuroni nel cingolato aumentava quando i pazienti commettevano degli errori. Dopo questi primi test i malati, gravemente depressi e resistenti alle cure tradizionali, sono stati sottoposti a un'operazione per l'asportazione del cingolato dorsale anteriore.
Studi precedenti hanno infatti indicato che e' possibile ottenere un miglioramento eliminando quest'area. Immediatamente dopo l'intervento ai pazienti e' stato chiesto di giocare di nuovo al computer. Ebbene, le osservazioni hanno mostrato che, senza i neuroni del cingolato, i giocatori ottenevano punteggi molto piu' bassi. Tendevano a ripetere sempre gli stessi errori e non riuscivano piu' a imparare nuovi schemi di movimento che gli permettessero di aggiudicarsi i premi.
Fonte: AdnKronos (23/11/2004)
"Sbagliando s'impara. Non un semplice proverbio, ma una verita' scientifica. Uno studio statunitense pubblicato su 'Nature Neuroscience' rivela infatti che nel cervello esiste un'area dedicata alla valutazione degli errori commessi e all'elaborazione di strategie 'ad hoc' per non ripeterli. Si tratta di una porzione profonda chiamata 'cingolato dorsale anteriore', identificata dai ricercatori dell'Harvard Medical School di Boston coordinati da Emad Eskandar. Gli scienziati americani hanno esaminato l'attivita' elettrica di singoli neuroni in cinque pazienti depressi impegnati in un gioco al computer in cui bisognava spostare il cursore sullo schermo manovrando un joystick. I giocatori vincevano punti, rappresentati da somme di denaro, quando muovevano correttamente il cursore da uno all'altro dei vari simboli presenti sullo schermo. I dati hanno mostrato che l'attivita' dei neuroni nel cingolato aumentava quando i pazienti commettevano degli errori. Dopo questi primi test i malati, gravemente depressi e resistenti alle cure tradizionali, sono stati sottoposti a un'operazione per l'asportazione del cingolato dorsale anteriore.
Fonte: AdnKronos (23/11/2004)
giovedì 14 febbraio 2008
Ma la decisione dove è???
Esiste un'area del cervello dove si colloca in maniera precisa l'abilità di decidere?
Se esiste un'area del linguaggio, un'area dell'emotività, un'area dell'intelligenza, un'area della creatività, perchè non dovrebbe esistere un'area del decidere che pur fondamentale è, come tutte le altre attività??
Se esiste un'area del linguaggio, un'area dell'emotività, un'area dell'intelligenza, un'area della creatività, perchè non dovrebbe esistere un'area del decidere che pur fondamentale è, come tutte le altre attività??
mercoledì 13 febbraio 2008
PROSSIMO CAPITOLO?.........DECISIONE INTELLIGENTE!
come deve essere una decisione intelligente poter poter essere definita tale?
l'intelligenza dove subentra nel prendere una decisione?
l'intelligenza dove subentra nel prendere una decisione?
martedì 12 febbraio 2008
decisione "ignorante"
Se più si è colti più si trova difficoltà nel prendere una decisione dobbiamo supporre che la semplicità nel decidere è direttamente proporzionale all' "ignoranza"?
POTERE SI..POTERE NO..
Se più si ha potere e più si è un decision maker ricco di responsabilità,in questo contesto il valore del potere è inversamente proporzionale all'importanza delle decisioni da prendere?Cioè se io lavoratore mi trovo ad un basso gradino della scala gerarchica della mia organizzazione posso permettermi di sbagliare più facilmente rispetto a chi è ad un gradino più alto?
E se si, non è il dilemma della decisione stessa a creare potere e a renderci quindi potenti?
Sembra una lama a doppio taglio..
Ma forse in fondo non lo è..perchè le cose non stanno come sembrano..
Forse..
E se si, non è il dilemma della decisione stessa a creare potere e a renderci quindi potenti?
Sembra una lama a doppio taglio..
Ma forse in fondo non lo è..perchè le cose non stanno come sembrano..
Forse..
lunedì 11 febbraio 2008
oltre un palmo da terra..pronti per decidere..
Forse la stessa nascita è una presa di decisione, forse decisa dal destino, ma sin dalle nostre più semplici azioni tutto pullula di decisioni.
A volte ci sembra di rivivere la doppia scelta dinanzi cui ci troviamo dinanzi, quasi fossimo catapultati in uno dei film come "Sliding Doors" a dimostrazione del fatto che intraprendo una strada incontriamo determinate situazioni, se avessimo intrapreso un'altra strada avremmo incontrato altre situazioni.
Ma il nostro vissuto ci influenza, ci fa calare con ancora più autorevolezza nella parte del decision maker. E cosa altro meglio di un esempio autobiografico può illustrare come stanno le cose?
Io..Se come ha affermato qualcuno gli uomini son disposti a ricevere i meriti in caso di successo e ad incolpare il destino in caso di fallimento, forse io dovrei partire incolpando il destino...
Da un paio di anni ho problemi di salute abbastanza importanti che tengo sotto controllo ma che non devo mai sottovalutare. Il consiglio di primo impatto fu di riposarmi senza continuare l'università..Ma io ho sempre creduto fermamente in ciò che facevo e per me sarebbe stato sprecato lasciare ciò che stavo facendo sebbene fossi già laureata alla triennale.
La carenza di concentrazione si è fatta sin da subito notare ma non ho mai mollato la presa.
Ho valutato alternative preferenze aspettative?Forse si, fatto sta che ho rischiato alla grande e rischio tuttora facendo finta che nulla mi impedisca di essere come sono..
La scelta è stata quella di continuare normalmente senza fermarsi dinanzi nessuno ostacolo e come un buon decision maker cresciuto cn la propensione al rischio ho valutato ben poco le possibilità di perdita.Perchè?éerchè i guadagni sarebbero stati di gran lunga migliori delle perdite. E' così è stato.
Ma sono stata influenzata anche io da credenze, da conflitti come quelli dei team proprio nell'organizzazione di base che è la famiglia e spesso ci sono state incoerenze, facendomi scontare la differenze tra valori personali ed etica professionale ,da buon studente, non conformandomi completamente alle regole.
Ma grazie alle esperienze, ho potuto maturare un grado di espertise soprattutto nell'ultimo periodo.Grazie ad un'altra organizzazione,stavolta più complessa rispetto alla famiglia:l'università.
Forse anche qui spesso e volentieri abbiamo ragionato sotto forma di team, partnership e perchè no gerarchie e l'apprendimento migliore è derivato proprio da chi si trova a molti gradini più in su di me: i miei insegnanti.
Ultimamente ra conformità a regole, credenze ed esperienze, l'esito più soddisfacente di tutte le decisioni prese è stato quello che si rivela coerente con gli insegnamenti che mi sono stati dati.
"Prendere un voto alto ad un esame non importa, rispetto a ciò che davvero si può impare"..ed è assolutissimamente vero.Più che problemi di voto, il vero problema da porsi è come far frutto di tutto ciò che ci accade, di tuttò ciò che impariamo, più che ogni altra mera utilizzazione della rappresentazione di numeri per descrivere processi...
Tutto ciò per dire che prima di essere decisione, ciò che noi faremo è discussione, tanto è vero che su molte decisioni da prendere si discute solamente ma tra il dire e i far c' è di mezzo il mare..
Ma è la decisione a restituirci quella dimensione di autorevolezza che solo l'essere umano può avere in quanto decisore.
A volte ci sembra di rivivere la doppia scelta dinanzi cui ci troviamo dinanzi, quasi fossimo catapultati in uno dei film come "Sliding Doors" a dimostrazione del fatto che intraprendo una strada incontriamo determinate situazioni, se avessimo intrapreso un'altra strada avremmo incontrato altre situazioni.
Ma il nostro vissuto ci influenza, ci fa calare con ancora più autorevolezza nella parte del decision maker. E cosa altro meglio di un esempio autobiografico può illustrare come stanno le cose?
Io..Se come ha affermato qualcuno gli uomini son disposti a ricevere i meriti in caso di successo e ad incolpare il destino in caso di fallimento, forse io dovrei partire incolpando il destino...
Da un paio di anni ho problemi di salute abbastanza importanti che tengo sotto controllo ma che non devo mai sottovalutare. Il consiglio di primo impatto fu di riposarmi senza continuare l'università..Ma io ho sempre creduto fermamente in ciò che facevo e per me sarebbe stato sprecato lasciare ciò che stavo facendo sebbene fossi già laureata alla triennale.
La carenza di concentrazione si è fatta sin da subito notare ma non ho mai mollato la presa.
Ho valutato alternative preferenze aspettative?Forse si, fatto sta che ho rischiato alla grande e rischio tuttora facendo finta che nulla mi impedisca di essere come sono..
La scelta è stata quella di continuare normalmente senza fermarsi dinanzi nessuno ostacolo e come un buon decision maker cresciuto cn la propensione al rischio ho valutato ben poco le possibilità di perdita.Perchè?éerchè i guadagni sarebbero stati di gran lunga migliori delle perdite. E' così è stato.
Ma sono stata influenzata anche io da credenze, da conflitti come quelli dei team proprio nell'organizzazione di base che è la famiglia e spesso ci sono state incoerenze, facendomi scontare la differenze tra valori personali ed etica professionale ,da buon studente, non conformandomi completamente alle regole.
Ma grazie alle esperienze, ho potuto maturare un grado di espertise soprattutto nell'ultimo periodo.Grazie ad un'altra organizzazione,stavolta più complessa rispetto alla famiglia:l'università.
Forse anche qui spesso e volentieri abbiamo ragionato sotto forma di team, partnership e perchè no gerarchie e l'apprendimento migliore è derivato proprio da chi si trova a molti gradini più in su di me: i miei insegnanti.
Ultimamente ra conformità a regole, credenze ed esperienze, l'esito più soddisfacente di tutte le decisioni prese è stato quello che si rivela coerente con gli insegnamenti che mi sono stati dati.
"Prendere un voto alto ad un esame non importa, rispetto a ciò che davvero si può impare"..ed è assolutissimamente vero.Più che problemi di voto, il vero problema da porsi è come far frutto di tutto ciò che ci accade, di tuttò ciò che impariamo, più che ogni altra mera utilizzazione della rappresentazione di numeri per descrivere processi...
Tutto ciò per dire che prima di essere decisione, ciò che noi faremo è discussione, tanto è vero che su molte decisioni da prendere si discute solamente ma tra il dire e i far c' è di mezzo il mare..
Ma è la decisione a restituirci quella dimensione di autorevolezza che solo l'essere umano può avere in quanto decisore.
Spunti di riflessione...
Ma se la decisione ci coinvolge talmente e ci accompagna costantemente nella nostra quotidianeità tanto da diventare un processo meccanico quasi incoscio,analizzando i vari significati del termine e ragionando sulla differenze tra prendere decisioni e decidere, ci si chiede se anche per decisioni apparentemente di poca importanza, noi valutiamo di volta in volta:
- PREFERENZE,
- ASPETTATIVE,
-ALTERNATIVE,
- REGOLA DECISIONALE;
facendo attenzione ai problemi di:
-ATTENZIONE,
-MEMORIA,
-COMPRENSIONE,
-COMUNICAZIONE..
E perchè no talvolta intepretando ciò che ci accade, ciò che ci circonda, utilizzando le ermeneutiche a nostra disposizione e semplificando i vari processi che ci portano ad assumerci le responsabilità di una "benedetta" DECISIONE..
Per in non esperti ai lavori, apprendere che un individuo nel ruolo di decision maker effettua tutte queste operazioni prima di decidere qualcosa o meglio di prendere una decisione potrebbe spaventarsi e rimanere allibito dinanzi ciò.Sorprendendosi sempre di più della complessità dell'esser umano stesso e perchè no dei processi che lo attanagliano.
Ma il questito è proprio questo:
CI SONO EFFETTIVAMENTE DIFFERENZE TRA DECIDERE e PRENDERE DECISIONI?
- PREFERENZE,
- ASPETTATIVE,
-ALTERNATIVE,
- REGOLA DECISIONALE;
facendo attenzione ai problemi di:
-ATTENZIONE,
-MEMORIA,
-COMPRENSIONE,
-COMUNICAZIONE..
E perchè no talvolta intepretando ciò che ci accade, ciò che ci circonda, utilizzando le ermeneutiche a nostra disposizione e semplificando i vari processi che ci portano ad assumerci le responsabilità di una "benedetta" DECISIONE..
Per in non esperti ai lavori, apprendere che un individuo nel ruolo di decision maker effettua tutte queste operazioni prima di decidere qualcosa o meglio di prendere una decisione potrebbe spaventarsi e rimanere allibito dinanzi ciò.Sorprendendosi sempre di più della complessità dell'esser umano stesso e perchè no dei processi che lo attanagliano.
Ma il questito è proprio questo:
CI SONO EFFETTIVAMENTE DIFFERENZE TRA DECIDERE e PRENDERE DECISIONI?
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