giovedì 14 febbraio 2008
Ma la decisione dove è???
Se esiste un'area del linguaggio, un'area dell'emotività, un'area dell'intelligenza, un'area della creatività, perchè non dovrebbe esistere un'area del decidere che pur fondamentale è, come tutte le altre attività??
mercoledì 13 febbraio 2008
PROSSIMO CAPITOLO?.........DECISIONE INTELLIGENTE!
l'intelligenza dove subentra nel prendere una decisione?
martedì 12 febbraio 2008
decisione "ignorante"
POTERE SI..POTERE NO..
E se si, non è il dilemma della decisione stessa a creare potere e a renderci quindi potenti?
Sembra una lama a doppio taglio..
Ma forse in fondo non lo è..perchè le cose non stanno come sembrano..
Forse..
lunedì 11 febbraio 2008
oltre un palmo da terra..pronti per decidere..
A volte ci sembra di rivivere la doppia scelta dinanzi cui ci troviamo dinanzi, quasi fossimo catapultati in uno dei film come "Sliding Doors" a dimostrazione del fatto che intraprendo una strada incontriamo determinate situazioni, se avessimo intrapreso un'altra strada avremmo incontrato altre situazioni.
Ma il nostro vissuto ci influenza, ci fa calare con ancora più autorevolezza nella parte del decision maker. E cosa altro meglio di un esempio autobiografico può illustrare come stanno le cose?
Io..Se come ha affermato qualcuno gli uomini son disposti a ricevere i meriti in caso di successo e ad incolpare il destino in caso di fallimento, forse io dovrei partire incolpando il destino...
Da un paio di anni ho problemi di salute abbastanza importanti che tengo sotto controllo ma che non devo mai sottovalutare. Il consiglio di primo impatto fu di riposarmi senza continuare l'università..Ma io ho sempre creduto fermamente in ciò che facevo e per me sarebbe stato sprecato lasciare ciò che stavo facendo sebbene fossi già laureata alla triennale.
La carenza di concentrazione si è fatta sin da subito notare ma non ho mai mollato la presa.
Ho valutato alternative preferenze aspettative?Forse si, fatto sta che ho rischiato alla grande e rischio tuttora facendo finta che nulla mi impedisca di essere come sono..
La scelta è stata quella di continuare normalmente senza fermarsi dinanzi nessuno ostacolo e come un buon decision maker cresciuto cn la propensione al rischio ho valutato ben poco le possibilità di perdita.Perchè?éerchè i guadagni sarebbero stati di gran lunga migliori delle perdite. E' così è stato.
Ma sono stata influenzata anche io da credenze, da conflitti come quelli dei team proprio nell'organizzazione di base che è la famiglia e spesso ci sono state incoerenze, facendomi scontare la differenze tra valori personali ed etica professionale ,da buon studente, non conformandomi completamente alle regole.
Ma grazie alle esperienze, ho potuto maturare un grado di espertise soprattutto nell'ultimo periodo.Grazie ad un'altra organizzazione,stavolta più complessa rispetto alla famiglia:l'università.
Forse anche qui spesso e volentieri abbiamo ragionato sotto forma di team, partnership e perchè no gerarchie e l'apprendimento migliore è derivato proprio da chi si trova a molti gradini più in su di me: i miei insegnanti.
Ultimamente ra conformità a regole, credenze ed esperienze, l'esito più soddisfacente di tutte le decisioni prese è stato quello che si rivela coerente con gli insegnamenti che mi sono stati dati.
"Prendere un voto alto ad un esame non importa, rispetto a ciò che davvero si può impare"..ed è assolutissimamente vero.Più che problemi di voto, il vero problema da porsi è come far frutto di tutto ciò che ci accade, di tuttò ciò che impariamo, più che ogni altra mera utilizzazione della rappresentazione di numeri per descrivere processi...
Tutto ciò per dire che prima di essere decisione, ciò che noi faremo è discussione, tanto è vero che su molte decisioni da prendere si discute solamente ma tra il dire e i far c' è di mezzo il mare..
Ma è la decisione a restituirci quella dimensione di autorevolezza che solo l'essere umano può avere in quanto decisore.
Spunti di riflessione...
- PREFERENZE,
- ASPETTATIVE,
-ALTERNATIVE,
- REGOLA DECISIONALE;
facendo attenzione ai problemi di:
-ATTENZIONE,
-MEMORIA,
-COMPRENSIONE,
-COMUNICAZIONE..
E perchè no talvolta intepretando ciò che ci accade, ciò che ci circonda, utilizzando le ermeneutiche a nostra disposizione e semplificando i vari processi che ci portano ad assumerci le responsabilità di una "benedetta" DECISIONE..
Per in non esperti ai lavori, apprendere che un individuo nel ruolo di decision maker effettua tutte queste operazioni prima di decidere qualcosa o meglio di prendere una decisione potrebbe spaventarsi e rimanere allibito dinanzi ciò.Sorprendendosi sempre di più della complessità dell'esser umano stesso e perchè no dei processi che lo attanagliano.
Ma il questito è proprio questo:
CI SONO EFFETTIVAMENTE DIFFERENZE TRA DECIDERE e PRENDERE DECISIONI?
domenica 13 gennaio 2008
intorno alla parola DECISIONE
Significato parola da De Mauro (www.demauroparavia.it):
de|ci|sió|ne
s.f.
1 FO il decidere scegliendo fra varie possibilità, risoluzione, deliberazione: prendere, maturare una d., rimettersi alle decisioni di qcn.
2 TS dir., sentenza che risolve una controversia, una causa
3 FO prontezza, sicurezza nell’agire: agire con d., in quella circostanza ha dimostrato molta d., rispondere con d.
4 OB di qcs., separazione, divisione | ciò che è diviso
de|cì|de|re
v.tr. e intr.
FO
1 v.tr., risolvere, spec. una controversia e sim.: è una questione che non possiamo d. noi
2 v.tr., stabilire: bisogna d. la data; ho deciso di uscire | scegliere: hai deciso il colore del vestito?
3 v.tr. BU convincere: l’ho deciso a venire
4a v.tr. FO determinare: quella battaglia decise l’esito della guerra
4b v.intr. (avere) CO essere decisivo, determinante rispetto ai fini di qcs.: quell’incontro decise della sua vita
5 v.tr. LE staccare, separare
Etimologia (www.etimo.it):
Informazioni enciclopediche da Wikipedia (www.wikipedia.org):
Decisione
La decisione è la scelta di intraprendere un'azione, tra più alternative considerate (opzioni), da parte di un individuo o di un gruppo (decisore). Nel processo che porta alla decisione (decision making) si possono distinguere due momenti:
- la deliberazione, nella quale il decisore prende in considerazione le varie opzioni e valuta le motivazioni pro e contro ciascuna;
- la scelta, ossia la selezione di un'opzione, tra quelle prese in considerazione, in base all'esito della valutazione effettuata.
Perchè si possa parlare propriamente di decisione è necessario che il decisore abbia di fronte a sè una pluralità di opzioni: la "scelta obbligata", in assenza di alternative, non è una decisione. La decisione è un elemento essenziale della libertà: l'azione libera è quella che viene scelta.
Il processo decisionale è oggetto di studio di una pluralità di discipline: filosofia, logica, matematica, statistica, psicologia, sociologia, economia, politologia ecc. L'approccio allo studio delle decisioni si può, con una certa approssimazione, distinguere in descrittivo e normativo. Chi adotta un approccio descrittivo cerca di scoprire come effettivamente vengono prese le decisioni nei diversi contesti; invece, chi adotta un approccio normativo cerca di individuare il modo con cui le decisioni dovrebbero essere prese facendo riferimento ad ideali decisori razionali.
Certezza, rischio e incertezza
Per poter decidere in modo razionale il decisore deve conoscere le opzioni disponibili e le conseguenze che possono scaturire da ciascuna. Spesso, però, il decisore non dispone di informazioni complete, nel senso che ignora talune opzioni o non è in grado di prevedere tutte le conseguenze ad esse associate.
D'altra parte le conseguenze delle decisioni non dipendono solo dal corso d'azione prescelto ma anche dalle condizioni del contesto nel quale il processo decisione si svolge, il cosiddetto stato di natura. Una decisione, pertanto, è caratterizzata dall'azione prescelta, dallo stato di natura e dalle conseguenze dell'azione (il risultato). Secondo il grado di conoscenza dello stato di natura da parte del decisore si distinguono:
- decisioni in situazioni di certezza, se il decisore conosce lo stato di natura;
- decisioni in situazioni di rischio, se il decisore, pur non conoscendo lo stato di natura, dispone tuttavia di una misura della probabilità associata a ciascun possibile stato di natura;
- le decisioni in situazioni di incertezza, se il decisore non conosce nè lo stato di natura né le probabilità associate ai possibili stati di natura.
Decisioni individuali, collettive e strategiche
In base al numero di attori coinvolti si distinguono:
- decisioni individuali, assunte da un solo individuo per sè stesso;
- decisioni collettive, assunte per un gruppo da un individuo, dal gruppo stesso o da un altro gruppo. Le decisioni collettive pongono particolari problemi, infatti:
- devono essere accettare dai membri del gruppo, che porranno in essere le azioni decise; occorre, pertanto, che chi decide abbia il potere di prendere decisioni per tutti;
- quando la decisione è presa da una pluralità di individui, occorrono delle regole per trasformare le scelte di ciascuno di essi nella scelta collettiva (ad esempio, la regola della maggioranza).
Un caso particolare sono le decisioni strategiche (o interdipendenti) nelle quali lo stato di natura è determinato, in tutto o in parte, dalle decisioni di altri decisori, sicché il risultato di una decisione dipende non solo dalla stessa ma anche da decisioni altrui. Si tratta di situazioni formalizzate nel concetto di gioco, oggetto di studio da parte di un'apposita branca della matematica, la teoria dei giochi.
Voci correlate
Albero di decisione:
Nella teoria delle decisioni (per esempio nella gestione dei rischi), un albero di decisione è un grafo di decisioni e delle loro possibili conseguenze, (incluso i relativi costi, risorse e rischi) utilizzato per creare un 'piano di azioni' (plan) mirato ad uno scopo (goal). Un albero di decisione è costruito al fine di supportare l'azione decisionale (decision making).
Nel machine learning un albero di decisione è un modello predittivo, dove ogni nodo interno rappresenta una variabile, un arco verso un nodo figlio rappresenta un possibile valore per quella proprietà e una foglia il valore predetto per la variabile obiettivo a partire da i valori delle altre proprietà, che nell'albero è rappresentato del cammino (path) dalla nodo radice (root) al nodo foglia. Normalmente un albero di decisione viene costruito utilizzando tecniche di apprendimento a partire dall'insieme dei dati iniziali (data set), il quale può essere diviso in due sottoinsiemi: il training set sulla base del quali si crea la struttura dell'albero e il test set che viene utilizzato per testare l'accuratezza del modello predittivo così creato.
Nel data mining un albero di decisione viene utilizzato per classificare le istanze di grandi quantità di dati (per questo viene anche chiamato albero di classificazione). In questo ambito un albero di decisione descrive una struttura ad albero dove i nodi foglia rappresentano le classificazioni e le ramificazioni l'insieme delle proprietà che portano a quelle classificazioni. Di conseguenza ogni nodo interno risulta essere una macro-classe costituita dall'unione delle classi associate ai suoi nodi figli.
Il predicato che si associa ad ogni nodo interno (sulla base del quale avviene la ripartizione dei dati) è chiamato condizione di split.
In molte situazioni è utile definire un criterio di arresto (halting), o anche criterio di potatura (pruning) al fine di determinarne la profondità massima. Questo perché il crescere della profondità di un albero (ovvero della sua dimensioni) non influisce direttamente sulla bontà del modello. Infatti, una crescita eccessiva della dimensione dell'albero potrebbe portare solo ad aumento sporzionato della complessità computazionale rispetto ai benefici riguardanti l'accuratezza delle previsioni/classificazioni.
